Rimanere aggiornati su queste novità è importante per evitare sanzioni e garantire correttezza e trasparenza nelle operazioni.
Dal primo gennaio 2026 è entrato in vigore un importante aggiornamento nella normativa italiana relativa allo scontrino elettronico: è diventato obbligatorio indicare il metodo di pagamento utilizzato per ogni transazione.
Questa novità si inserisce in un più ampio processo di digitalizzazione volto a migliorare la tracciabilità dei pagamenti e la trasmissione dei dati fiscali all’Agenzia delle Entrate.
Obbligo di indicare il metodo di pagamento nello scontrino elettronico
Il decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, che disciplina la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri, è stato integrato con nuove disposizioni che impongono di registrare e trasmettere i dati relativi al metodo di pagamento direttamente nel flusso giornaliero dei corrispettivi.
Dal 1° gennaio 2026, ogni documento commerciale elettronico deve quindi riportare non solo gli importi, ma anche la modalità con cui è stato effettuato il pagamento, come ad esempio carta di credito, bancomat o altri strumenti elettronici.
Questa misura rappresenta un passo avanti significativo nella lotta all’evasione fiscale, in quanto consente un monitoraggio più preciso e puntuale del flusso dei pagamenti.

Le novità – vitadelforo.it
Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 31 ottobre 2025 ha fornito le prime indicazioni operative, specificando che la memorizzazione di tali dati deve avvenire tramite gli strumenti di certificazione già in uso presso gli esercenti, e che le informazioni devono essere trasmesse all’Agenzia in forma aggregata secondo le modalità già consolidate per i corrispettivi telematici.
Collegamento tra POS e registratore di cassa: obbligo rinviato a marzo
Diversamente dall’obbligo di indicare il metodo di pagamento, che è già pienamente operativo, il collegamento tecnico tra il POS e il registratore di cassa è attualmente in standby. Il servizio per abbinare automaticamente i due dispositivi non sarà disponibile prima di marzo 2026, come confermato dall’Agenzia delle Entrate.
Questa differenza nei tempi di entrata in vigore rischia di generare confusione tra commercianti e professionisti del settore, poiché la normativa impone l’adempimento parziale: già ora è necessario memorizzare e trasmettere i dati relativi ai pagamenti elettronici, ma senza il supporto di un collegamento automatizzato tra POS e registratore di cassa.
Implicazioni per operatori e sanzioni per irregolarità
Dal punto di vista pratico, è fondamentale che gli esercenti registrino correttamente la forma di pagamento e l’importo al momento della vendita, riportandoli nello scontrino elettronico. Questi dati saranno poi inviati telematicamente all’Agenzia delle Entrate insieme al resto dei corrispettivi.
In caso di errori nella trasmissione che non compromettono la corretta liquidazione del tributo, è prevista una sanzione amministrativa di 100 euro per ogni trasmissione errata, con un limite massimo di 1.000 euro per trimestre. Questo sistema di penalità mira a garantire il rispetto delle nuove disposizioni senza però gravare eccessivamente sugli operatori in caso di imprecisioni non gravi.
L’introduzione dell’obbligo di riportare il metodo di pagamento nello scontrino elettronico rappresenta un ulteriore passo nella trasformazione digitale della fiscalità italiana, che mira a semplificare e rendere più trasparente il rapporto tra consumatori, imprese e fisco.
Tuttavia, la completa integrazione tra POS e registratore di cassa, attesa per marzo, sarà un elemento cruciale per ottimizzare l’efficacia di questo sistema.








