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Nuovo Bonus Under 35, fino a 500 euro: a chi spetta e come richiederlo

Bonus under 35
Nuovo Bonus Under 35, fino a 500 euro: a chi spetta e come richiederlo - vitadelforo.it

Bonus 500 euro per under 35: chi può richiederlo, come funziona e quando fare domanda

Nel 2025 il lavoro autonomo riceve un nuovo impulso grazie a una misura introdotta dal Decreto Coesione, pensata per favorire l’avvio di attività professionali individuali da parte di giovani under 35. Il cosiddetto bonus 500 euro liberi professionisti si rivolge a chi apre una Partita Iva in specifici ambiti economici considerati prioritari per lo sviluppo del Paese, garantendo un sostegno mensile fino a tre anni.

Non si tratta di un contributo una tantum, ma di un aiuto continuativo, pensato per alleggerire la fase iniziale di un’attività autonoma, in un momento spesso caratterizzato da spese fisse e incassi irregolari. Per accedere all’agevolazione è necessario rispettare requisiti precisi, a partire da età anagrafica e status occupazionale al momento dell’apertura della Partita Iva.

Chi può accedere al bonus e quali attività sono ammesse

Il bonus 500 euro è destinato esclusivamente ai giovani sotto i 35 anni che risultano disoccupati nel momento in cui avviano una nuova attività in proprio. Questo significa che chi apre la Partita Iva mentre ha già un contratto in essere o è formalmente occupato non può accedere alla misura. Il sostegno, infatti, è pensato per incentivare chi entra nel mercato del lavoro autonomo da zero, senza coperture o redditi alternativi.

Fondamentale anche il fattore temporale: possono beneficiare del contributo solo le Partite Iva aperte tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025. Chi avvia l’attività fuori da queste date resta escluso, anche se in possesso degli altri requisiti.

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Chi può accedere al bonus e quali attività sono ammesse – vitadelforo.it

Un altro criterio selettivo riguarda il settore di attività. Il decreto ha stabilito che il bonus è riservato ai professionisti che operano in ambiti strategici come:

  • Innovazione tecnologica

  • Digitalizzazione dei processi

  • Transizione ecologica

Sono aree che richiedono competenze avanzate e che lo Stato considera centrali per la trasformazione economica e ambientale. L’intento è quello di favorire l’emersione di nuove figure professionali qualificate, in grado di generare valore nel medio e lungo periodo, contribuendo anche alla riduzione della disoccupazione giovanile.

Il bonus non è quindi una misura generalizzata per tutte le nuove aperture, ma uno strumento mirato, con criteri selettivi e obiettivi chiari. Rientrano tra le attività ammesse quelle legate a servizi informatici, energie rinnovabili, consulenza digitale, tecnologie ambientali, automazione e servizi innovativi alle imprese.

Quanto dura il contributo e come fare richiesta nel 2026

Dal punto di vista economico, il bonus consiste in un contributo mensile pari a 500 euro, erogato per un massimo di 36 mesi. In totale, quindi, il beneficio può raggiungere 18.000 euro complessivi, rappresentando un sostegno concreto per chi inizia un’attività autonoma senza capitali o rete di supporto.

Il contributo non è vincolato a una specifica spesa: può essere utilizzato liberamente per coprire costi di avvio, strumenti di lavoro, formazione, affitto di spazi, contributi previdenziali o spese gestionali. Questo lo rende uno strumento flessibile, che si adatta alle diverse esigenze professionali.

Il periodo iniziale di una Partita Iva, soprattutto in settori ad alta competenza, può essere caratterizzato da incassi discontinui, ritardi nei pagamenti e investimenti iniziali importanti. Il bonus permette di pianificare con più serenità i primi anni, riducendo il rischio di abbandono precoce dell’attività.

Per ottenere il contributo sarà necessario presentare domanda online nel periodo dal 31 gennaio al 2 marzo 2026, attraverso il portale ufficiale nella sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”. Il canale è riservato esclusivamente ai liberi professionisti, e seguirà una logica a sportello: fuori dalle date stabilite non sarà possibile inoltrare la richiesta.

È consigliabile preparare in anticipo tutta la documentazione necessaria, comprese dichiarazioni anagrafiche, certificazioni di disoccupazione e codici Ateco compatibili con i settori ammissibili. Visti i tempi ristretti e il numero limitato di risorse, la rapidità può fare la differenza.

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