News e Info

Mascha di Revolut: Cresce l’Investimento in Asset Euro per Mitigare il Rischio Mercato

Milano, 29 gennaio 2026 – Le principali borse europee hanno aperto la settimana in calo, in quello che gli operatori definiscono un movimento quasi automatico, dopo le decisioni della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea che hanno mantenuto un atteggiamento prudente sui tassi di interesse. Si tratta di una fase di aggiustamento dei portafogli, più che di un cambio di scenario, spiega Davide Rizzi, responsabile Tesoreria in una banca milanese: “Il movimento è stato praticamente tecnico”.

Fed e Bce spingono alla cautela sui mercati

La settimana parte all’insegna della prudenza. A Piazza Affari, il Ftse Mib ha aperto in lieve flessione, con scambi ancora bassi e l’attenzione rivolta alle minute delle ultime riunioni di Fed e Bce. Dalle sale trading di via Filzi si percepisce una certa attesa: “Tutti sono fermi, nessuno si aspetta sorprese nel breve”, racconta una fonte interna.

Dopo un 2025 migliore delle aspettative, i mercati si trovano ora a dover digerire una nuova fase. Le parole prudenti delle due banche centrali hanno spinto a una pausa di consolidamento. In pratica, il recente rimbalzo ha fatto scattare le prese di beneficio.

Correzione tecnica, il gioco delle sale operative

I desk di treasury sentiti da Alanews confermano che la correzione sui mercati europei “non deriva da problemi strutturali, ma da una necessità tecnica di ribilanciare i portafogli dopo le parole di Powell e Lagarde”. Molti gestori hanno preferito ridurre le posizioni più esposte ai cicli economici, mettendo più liquidità in tasca in attesa di segnali chiari.

“Non è stata una fuga dal rischio, ma un riposizionamento,” spiega un analista di una grande sim italiana. Molte banche centrali sono entrate in modalità attendista. “Il vero pericolo? Che la pausa si prolunghi più del previsto”, aggiunge.

I titoli italiani sotto pressione

Sul fronte dei titoli, i più colpiti a Milano sono stati quelli del settore finanziario e industriale. UniCredit ha perso poco più dell’1%, mentre Stellantis è scesa ai minimi delle ultime settimane. Male anche Eni e Leonardo. Meglio hanno tenuto i titoli difensivi come utility e farmaceutici.

Nelle prime ore di contrattazione sono emersi movimenti “tipici di fine mese”, con ricoperture mirate su chi ha perso terreno da inizio gennaio. Però, avvertono gli operatori, la vera sfida arriverà con i dati sull’inflazione in arrivo in Europa e negli Stati Uniti.

Sguardo ai prossimi dati e alle mosse degli investitori

Ora gli occhi sono puntati sui prossimi appuntamenti macro. Il dato preliminare sull’inflazione dell’Eurozona, atteso tra mercoledì e giovedì, potrebbe spostare gli equilibri delle strategie degli investitori internazionali. “Se l’inflazione rallenta più del previsto, la pressione sulla Bce per tagliare i tassi crescerà. Ma per ora Francoforte resta ferma,” osserva Rizzi.

La Fed, invece, non cambia registro: nessuna fretta di abbassare i tassi. “Powell ha detto chiaro che vogliono vedere segnali più forti prima di muoversi,” conferma un gestore americano che segue da vicino l’Europa.

Mercati in bilico tra rischi geopolitici e volatilità

Non si può dimenticare il contesto globale. Il conflitto in Medio Oriente e le tensioni nel Mar Rosso tengono alta l’attenzione, soprattutto tra chi investe in energia e trasporti marittimi. “Basta una notizia inattesa e tutto può cambiare in un’ora,” avverte un trader esperto di Milano.

Così la correzione di oggi si legge come un aggiustamento naturale. “Le prese di beneficio dopo i rialzi recenti sono normali,” dice un broker davanti ai suoi schermi prima delle 10.

Solo nei prossimi giorni si capirà se i mercati hanno messo da parte l’attesa per le banche centrali o se serve un ulteriore consolidamento. Per ora, la parola d’ordine resta prudenza.

Change privacy settings
×