L’Agenzia delle Entrate rafforza i controlli fiscali con tecnologie e monitoraggio digitale, puntando a recuperare miliardi dall’evasione
La pressione fiscale in Italia si intensifica nel nuovo anno con un piano di controlli senza precedenti messo a punto dall’Agenzia delle Entrate. Sotto la guida del direttore Vincenzo Carbone, in carica dal gennaio 2025, si prevede un aumento significativo degli accertamenti fiscali, con l’obiettivo di colpire 450mila contribuenti e recuperare miliardi di euro evasi.
Questa strategia aggressiva si fonda sull’uso di tecnologie avanzate e sul monitoraggio capillare delle transazioni digitali, segnando un cambio di passo rispetto agli anni precedenti.
La strategia di controllo fiscale per il 2026
Il 2026 è destinato a essere ricordato come l’anno della grande offensiva fiscale in Italia. L’Agenzia delle Entrate, diretta da Vincenzo Carbone, ha pianificato un incremento del 20% nei controlli rispetto al 2025, passando da circa 375mila a 450mila verifiche. La priorità è intercettare ogni forma di evasione e frode fiscale, mediante un approfondito incrocio di dati provenienti da scontrini elettronici, pagamenti tramite Pos e dichiarazioni fiscali.

I controlli del Fisco nel 2026 – (vitadelforo.it)
La novità principale riguarda l’integrazione completa tra le transazioni elettroniche e i documenti fiscali, uno strumento che consente al Fisco di monitorare in tempo reale ogni acquisto effettuato con carte di pagamento. Questo sistema, supportato da software all’avanguardia come l’applicativo Isola, consente di individuare con precisione chi dichiara meno di quanto realmente incassa, affinando la capacità selettiva degli accertamenti e concentrandosi sui contribuenti con capacità contributiva significativa.
L’introduzione degli scontrini telematici e il collegamento diretto con i pagamenti digitali hanno trasformato radicalmente il modo in cui l’Amministrazione finanziaria controlla il flusso economico. Gli occhi elettronici del Fisco non si limitano più a controlli casuali o a campione: ogni singola transazione è potenzialmente tracciata e confrontata con le dichiarazioni fiscali.
Vincenzo Carbone, esperto giurista e dirigente pubblico con una lunga carriera nell’Agenzia delle Entrate, ha sottolineato come la tecnologia sia diventata il fulcro della lotta all’evasione. L’adozione di sistemi di intelligenza artificiale e analisi dati permette di individuare discrepanze anche minime, rendendo sempre più difficile nascondere ricavi o gonfiare perdite.
L’attenzione è rivolta anche alle imprese che, dichiarando perdite fittizie, tentano di azzerare il debito fiscale. Per contrastare questa pratica, il Fisco ha implementato il database Spa (Scomputo delle perdite in accertamento), un archivio storico che monitora nel tempo ogni perdita dichiarata. Se emergono incongruenze, l’accertamento scatta automaticamente, rendendo più efficace il contrasto agli artifici contabili.
Un elemento di novità per il 2026 riguarda la gestione delle cosiddette lettere di compliance: quegli inviti formali con cui l’Agenzia delle Entrate segnala errori e offre la possibilità di regolarizzare la propria posizione pagando una sanzione ridotta. Nel passato, molti contribuenti hanno scelto di ignorare queste comunicazioni, sperando in un possibile oblio.








