Sentenze

Decreto 2025: Linee Guida Ufficiali per l’Intelligenza Artificiale nel Mondo del Lavoro in Italia

Roma, 31 gennaio 2026 – Il Ministero del Lavoro ha dato il via, con il Decreto del 17 dicembre 2025, alle nuove Linee guida per l’uso dell’Intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. Un passo importante, che punta a mettere ordine in uno degli strumenti più dibattuti degli ultimi tempi. Come spiegato nel documento diffuso ieri sera, l’obiettivo è spingere a un impiego consapevole della tecnologia, senza però perdere di vista la protezione dei diritti dei lavoratori e il rispetto delle leggi italiane ed europee.

Un quadro normativo europeo e italiano in evoluzione

Le Linee guida sono nate da un lavoro congiunto tra le istituzioni e si inseriscono in un contesto già definito dall’AI Act europeo. Secondo questa normativa, i sistemi di intelligenza artificiale usati per selezionare e valutare il personale sono considerati “ad alto rischio”. A questo si aggiunge il GDPR, che limita i processi completamente automatizzati per tutelare la privacy delle persone.

In pratica, i sistemi automatici non possono sostituire il giudizio umano, ma solo accompagnarlo. Il Ministero sottolinea chiaramente che “l’algoritmo deve restare uno strumento di supporto”, mai una sentenza definitiva. Solo così si può capire davvero la portata delle misure: la tecnologia deve essere vista come un’opportunità di crescita, purché non si perda mai di vista la dignità dei lavoratori.

Principi chiave: trasparenza e responsabilità

L’introduzione della IA sul lavoro si basa su alcuni principi fondamentali. Prima di tutto la trasparenza: ogni lavoratore ha il diritto di sapere quando e come viene usato un algoritmo nelle decisioni che lo riguardano. Poi c’è la necessità della spiegabilità delle scelte automatizzate. Come ha detto la sottosegretaria al Lavoro Francesca Galli, “bisogna poter ricostruire in modo chiaro come funziona ogni valutazione fatta dalla macchina”.

Altro punto cruciale è la responsabilità: dietro ogni decisione deve esserci sempre una persona fisica identificabile. Nessuna scelta può essere lasciata solo a una piattaforma digitale. Questo aspetto è stato molto discusso con sindacati ed esperti durante la stesura del documento. Il Ministero fa sapere che la commissione tecnica continuerà a seguire da vicino l’attuazione.

Equità e tutela dalle discriminazioni

Un tema tornato più volte nelle Linee guida è quello dell’equità. Gli strumenti di intelligenza artificiale, si legge, devono essere progettati per evitare qualsiasi forma di pregiudizio legato a genere, etnia o disabilità. “Non possiamo permettere che l’innovazione riproponga le disuguaglianze del passato”, ha commentato il professor Luigi Romano, membro della Commissione Etica, durante la presentazione.

Da qui derivano obblighi precisi per le aziende che vogliono adottare sistemi automatizzati: dovranno controllare regolarmente che non ci siano distorsioni nei dati o nei processi di selezione.

Gli organismi di controllo: Osservatorio Nazionale e Commissione Etica

Il decreto crea due strumenti fondamentali per gestire questa fase delicata. Da una parte c’è l’Osservatorio Nazionale, incaricato di seguire l’impatto dell’IA sul mercato del lavoro italiano; dall’altra la Commissione Etica, formata da accademici, giuristi e rappresentanti sindacali, chiamata a dare pareri su ogni applicazione sensibile.

Il Ministero assicura che l’Osservatorio lavorerà a stretto contatto con enti locali e associazioni di categoria. “Serve capire come cambiano i mestieri”, spiegano dagli uffici di via Veneto, “e prevenire rischi di esclusione o marginalizzazione”.

Formazione continua e ruolo della contrattazione collettiva

Una priorità è ridurre il divario digitale tra i lavoratori. Il Ministero investirà in programmi di formazione continua, puntando soprattutto a chi ha meno familiarità con le nuove tecnologie o rischia maggiormente di perdere il posto per via dell’automazione.

In questo scenario diventa fondamentale anche il ruolo della contrattazione collettiva. “Le soluzioni si trovano dialogando”, ha detto Silvia Morelli della Cgil durante l’incontro con il Ministero. Solo mettendo insieme imprese e sindacati si può fare in modo che l’innovazione non lasci indietro nessuno.

L’obiettivo dichiarato resta quello di conciliare sviluppo tecnologico e diritti sociali. Un equilibrio non facile – ammettono gli esperti – ma indispensabile perché l’intelligenza artificiale sia davvero una risorsa condivisa, non un elemento che divide.

Change privacy settings
×