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Bonus Tari 2026, l’errore che fanno in tanti: se non controlli ora rischi di perdere un aiuto che ti spetta

Bonus Tari 2026, l’errore che fanno in tanti
Il 2026 introduce grosse novità per il Bonus Tari - vitadelforo.it

Nel 2026 bisognerà prestare molta più attenzione al Bonus Tari, perché basta un solo errore per rischiare l’accesso al supporto economico.

Nel 2026 entra pienamente in vigore il Bonus Tari, una misura pensata per alleggerire il peso della tassa sui rifiuti per le famiglie economicamente più fragili. L’agevolazione consiste in una riduzione del 25% sull’importo complessivo della bolletta, un aiuto concreto per chi affronta un periodo di difficoltà finanziaria.

Il Decreto Legge 14 del 2019 ha introdotto il bonus con l’obiettivo di sostenere i nuclei vulnerabili e ridurre il carico fiscale sulle spese domestiche essenziali. La caratteristica più rilevante è la totale assenza di burocrazia, non devi presentare alcuna domanda, perché applicano lo sconto automaticamente.

Le prime novità del 2026 sul Bonus Tari

È sufficiente avere un ISEE aggiornato affinché il sistema verifichi l’idoneità e trasmetta i dati ai gestori della Tari per l’applicazione dello sconto. Per beneficiare della riduzione è necessario rispettare specifici limiti di reddito calcolati tramite l’indicatore ISEE.

Bonus Tari 2026, l’errore che fanno in tanti

Nuove regole da seguire per richiedere il Bonus Tari – vitadelforo.it

La soglia ordinaria è fissata a 9.530 euro, e tutti i nuclei con un ISEE inferiore hanno diritto automatico alla riduzione del 25%. Il legislatore ha previsto una tutela aggiuntiva per le famiglie numerose, riconoscendo le maggiori spese che devono sostenere quotidianamente.

Quando nel nucleo sono presenti almeno 4 figli a carico, il limite ISEE sale fino a 20.000 euro, ampliando l’accesso al beneficio. Il bonus può essere applicato a una sola utenza per famiglia e deve risultare intestato a un componente registrato nell’anagrafe familiare.

L’agevolazione non è cumulabile con eventuali riduzioni aggiuntive previste dai singoli comuni, ma resta comunque uno strumento importante per contenere i costi fissi. Il funzionamento è completamente automatico, ma richiede che l’ISEE sia aggiornato entro le scadenze previste dalla normativa.

Il cittadino deve presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica, mentre l’INPS identifica i beneficiari e trasmette i dati al Sistema di Gestione delle Agevolazioni. I comuni e i gestori della Tari utilizzano questo database nazionale per applicare lo sconto in modo uniforme e senza ulteriori adempimenti.

Un aspetto cruciale riguarda i tempi, il diritto matura nell’anno precedente, ma lo sconto viene applicato nell’anno successivo. Chi ha diritto al bonus 2025 riceverà lo sconto nel 2026, entro il 30 giugno, direttamente sulla bolletta dei rifiuti.

Se la prima rata dell’anno è inferiore allo sconto spettante, scalano automaticamente l’eccedenza dalle rate successive. Se emettono la prima bolletta dopo il 30 giugno, il Comune rimborsa il beneficiario con un bonifico diretto.

È fondamentale ricordare che gli enti riconoscono il bonus solo a chi risulta in regola con i pagamenti della Tari degli anni precedenti. Un controllo tempestivo dell’ISEE e della propria posizione tributaria evita errori che potrebbero far perdere un’agevolazione preziosa.

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