Queste iniziative locali, integrate al Bonus nazionale, rappresentano un supporto importante in un contesto di mercato complesso.
Nel panorama degli interventi a sostegno dei lavoratori italiani, il Bonus Affitto 2026 si conferma come una delle misure più significative per facilitare la mobilità professionale e l’accesso alla casa.
Introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, questo incentivo prevede un contributo fino a 5.000 euro annui, erogabile per un massimo di due anni, destinato a lavoratori dipendenti neoassunti che devono trasferire la propria residenza per motivi di lavoro.
Il Bonus Affitto 2026: requisiti e modalità di accesso
Il Bonus Affitto si rivolge principalmente a chi ha stipulato un contratto di lavoro dipendente tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025 e ha un reddito individuale inferiore a 35.000 euro annui. È fondamentale che il trasferimento della residenza avvenga in un comune distante almeno 100 chilometri da quello di provenienza, elemento che sottolinea il legame con esigenze lavorative di mobilità territoriale.
Questa agevolazione si distingue dagli aiuti tradizionali basati sull’ISEE familiare, poiché richiede un limite di reddito personale e non familiare.

I dettagli da conoscere – vitadelforo.it
Il contributo, esentasse, può essere erogato direttamente dal datore di lavoro sotto forma di rimborso per il canone di locazione dell’abitazione principale e per alcune spese di manutenzione dell’immobile. Tale modalità rafforza il legame tra incentivo e rapporto di lavoro, offrendo un supporto concreto al lavoratore neoassunto.
Per accedere al bonus è necessario presentare una serie di documenti chiave, tra cui:
- Dichiarazione dei redditi dell’anno precedente;
- Contratto di lavoro dipendente in corso;
- Contratto di locazione regolarmente registrato;
- Certificato che attesti il cambio di residenza.
La domanda deve essere inoltrata tramite il datore di lavoro, che gestisce la procedura, ma è anche possibile rivolgersi ai Centri di Assistenza Fiscale (CAF) o ai patronati per agevolare l’iter.
Incentivi regionali e comunali per il sostegno all’affitto
Oltre al contributo nazionale, molte Regioni e Comuni hanno attivato misure integrate per sostenere l’accesso alla locazione, con bandi e fondi dedicati.
A Roma, ad esempio, continua l’erogazione del Fondo per il Contributo Integrativo al Canone di Locazione 2024, gestito tramite il sistema GECOA. Il contributo può coprire fino al 40% del canone annuo, con un massimo di 2.000 euro per beneficiario. Le domande devono essere presentate online entro il 23 giugno 2025, utilizzando credenziali SPID, CNS o CIE, con possibilità di correzione entro la stessa data. Sono attivi sportelli informativi e un Contact Center per assistenza.
In Emilia-Romagna, il Comune di Bologna ha recentemente chiuso la raccolta delle domande per il Bando Fondo Affitto 2025, che ha stanziato quasi 2 milioni di euro per nuovi contributi e oltre 8 milioni per lo scorrimento delle graduatorie.
L’agevolazione copre dal 20% al 25% del canone annuo, con massimali di 1.500 e 2.000 euro, rivolgendosi a nuclei familiari con ISEE fino a 7.360 euro e con un’incidenza del canone superiore al 25% sull’Indicatore della Situazione Reddituale (ISR).
Sono esclusi i possessori di alloggi ERP o di altri contributi sovrapposti, oltre a chi detiene immobili residenziali per più del 50%. Le domande sono state raccolte esclusivamente attraverso la piattaforma regionale con SPID, CIE o CNS.








