Il nuovo bonus è una leva concreta a disposizione dei cittadini per migliorare il comfort abitativo senza spese folli.
Passano gli anni e la stufa a pellet diventa sempre più la scelta preferita degli italiani quando si parla di riscaldamento domestico. Questo perché riesce a garantire un buon equilibrio tra efficienza e costi.
A rendere l’investimento ancor più interessante contribuiscono le agevolazioni fiscali confermate anche per il nuovo anno, che consentono di recuperare una parte significativa della spesa sostenuta attraverso le detrazioni Irpef. Ecco quindi quali sono i bonus disponibili.
Le detrazioni del 2026
Chi acquista e installa una stufa a pellet nel 2026 può accedere a due principali strumenti fiscali, il Bonus Ristrutturazioni e l’Ecobonus. La scelta dipende dalla tipologia di intervento e dall’ambiente in cui avverrà l’installazione.
Il Bonus Ristrutturazioni consente una detrazione fino del 50% per la prima casa (che scende al 36% per seconde e terze abitazioni) su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare.
La stufa a pellet rientra nell’agevolazione se acquistata nell’ambito di lavori di manutenzione straordinaria o ristrutturazione edilizia regolarmente autorizzati. In questo caso, l’installazione diventa parte integrante dell’intervento di ristrutturazione dell’immobile.

Il bonus da non perdere sulle stufe a pellet – vitadelforo.it
In alternativa è possibile ricorrere all’Ecobonus, anch’esso con aliquota al 50% quando l’acquisto della stufa a pellet avviene come intervento di efficientamento energetico. Questo anche senza una ristrutturazione più ampia. L’importo massimo si spesa detraibile in questo caso, è pari a 30.000 euro per l’immobile.
I requisiti tecnici
Per poter accedere all’Ecobonus è necessario che la stufa rispetti precisi requisiti tecnici. Deve infatti avere un rendimento utile nominale superiore all’85%, la conformità ai limiti di emissione previsti dalla normativa ambientale e l’utilizzo di biomasse combustibili ammesse.
Inoltre l’abitazione deve essere già dotata di un impianto di riscaldamento esistente. Non sono invece agevolabili immobili in costruzione.
Un aspetto da non sottovalutare perché molto importante è il pellet stesso. L’acquisto del combustibile non dà diritto ad alcuna detrazione, che riguarda esclusivamente l’impianto e le spese collegate all’installazione.
Il beneficio fiscale viene recuperato sotto forma di detrazione Irpef in 10 quote annuali di pari importo. Le spese sostenute nel 2026 inizieranno quindi a essere portate in detrazione dalla dichiarazione dei redditi del 2027. Se l’importo della detrazione supera l’Irpef dovuta, l’eccedenza non può essere né rimborsata né recuperata negli anni successivi.
Il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante, indicando causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA o codice fiscale del fornitore. Per i titolari di reddito d’impresa sono ammesse modalità alternative, a patto che siano tracciabili. Fondamentale conservare la documentazione per almeno 10 anni (fatture, ricevute dei bonifici, certificazioni tecniche e attestazioni di conformità rilasciate dal tecnico installatore).








