Con l’avvio del nuovo anno fiscale, si confermano importanti novità riguardo alla tassazione sul reddito da lavoro dipendente in Italia.
Per molti contribuenti con redditi bassi o medi, il 2026 porta con sé la possibilità concreta di non pagare alcuna imposta Irpef, grazie a un sistema di detrazioni che può azzerare l’imposta dovuta, andando ben oltre la tradizionale no tax area fissata a 8.500 euro.
Nel 2026, la no tax area per lavoratori dipendenti e pensionati resta confermata a 8.500 euro di reddito annuo. Tuttavia, questo non significa semplicemente che chi guadagna fino a questa soglia non paga tasse per legge, bensì che le detrazioni fiscali riconosciute per il lavoro dipendente, pari a 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro, azzerano completamente l’Irpef dovuta su tali importi.
Per esempio, sul reddito di 8.500 euro, l’Irpef applicata al 23% sarebbe di circa 1.955 euro, esattamente l’ammontare delle detrazioni spettanti, che quindi riducono a zero l’imposta da versare.
Per redditi superiori agli 8.500 euro ma inferiori ai 15.000 euro, è garantita la stessa detrazione piena da lavoro dipendente; per redditi tra 15.000 e 28.000 euro o tra 28.000 e 50.000 euro, invece, la detrazione si riduce progressivamente secondo formule specifiche, fino a sparire oltre i 50.000 euro.
Come le detrazioni ampliano la no tax area oltre gli 8.500 euro
La vera novità e opportunità per molti contribuenti nel 2026 deriva dall’effetto combinato delle detrazioni fiscali. Oltre a quella da lavoro dipendente, la normativa prevede detrazioni per coniugi e figli a carico, nonché per oneri deducibili e spese mediche, che possono estendere la soglia entro cui non si paga alcuna tassa anche fino a 15.000 euro di reddito o più.
Ad esempio, un lavoratore con un reddito annuo di 10.000 euro che ha un coniuge a carico, può beneficiare di una detrazione aggiuntiva per il coniuge che si aggira intorno ai 700 euro, sommata ai 1.955 euro di detrazioni per il lavoro dipendente. In questo caso, anche se l’imposta teorica sarebbe superiore, il totale delle detrazioni può azzerare completamente l’Irpef dovuta.
Un caso ancora più emblematico è quello di un lavoratore con reddito di 15.000 euro che ha sia il coniuge che un figlio a carico, oltre a spese mediche deducibili. Le detrazioni cumulative possono superare il totale dell’imposta teorica, facendo sì che anche con un reddito medio-basso non si debbano pagare tasse.
Questo sistema rende la no tax area una soglia variabile, non fissa, dipendente dalla condizione familiare e dal tipo di oneri sostenuti, favorendo così una maggiore equità fiscale per le fasce più vulnerabili di contribuenti.

Tassazione dei lavoratori frontalieri: novità e impatti per il 2026 – vitadelforo.it
Parallelamente, la nuova normativa fiscale ha introdotto importanti aggiornamenti per i lavoratori frontalieri tra Italia e Svizzera, in vigore dal 17 luglio 2023 e pienamente applicabili nel 2024-2026. Questi lavoratori, residenti in comuni situati entro 20 km dal confine, beneficiano di un regime fiscale particolare riconosciuto dall’accordo bilaterale Italia-Svizzera.
Secondo il nuovo accordo, il reddito prodotto in Svizzera dai frontalieri è tassato per l’80% nel paese elvetico, con una riduzione del 20% rispetto al totale percepito. In Italia, invece, viene applicata l’imposizione ordinaria Irpef, ma con una soglia di esenzione di 10.000 euro e la possibilità di detrarre le imposte già versate in Svizzera, riducendo così il rischio di doppia imposizione.
Ad esempio, un frontaliere che guadagna 100.000 euro in Svizzera pagherà imposte su 80.000 euro nel cantone di lavoro, mentre in Italia dovrà dichiarare il reddito totale con un’esenzione di 10.000 euro. L’imposta italiana sarà calcolata e da questa si detraggeranno le tasse pagate in Svizzera, con un conguaglio che evita la doppia tassazione fiscale.
Il nuovo regime distingue inoltre tra vecchi frontalieri (coloro che già lavoravano nell’area di frontiera prima del 17 luglio 2023) e nuovi frontalieri, con il primo gruppo che può usufruire del regime transitorio e del pagamento esclusivo delle imposte in Svizzera, mentre per i nuovi frontalieri si applicano le regole ordinarie con tassazione in entrambi i paesi, anche se con agevolazioni.
Un aspetto particolare riguarda i lavoratori residenti in alcuni comuni inclusi nella nuova lista di comuni di fascia, i quali possono optare per un’imposta sostitutiva in Italia pari al 25% del reddito, semplificando così gli adempimenti fiscali.
Questo quadro normativo richiede attenzione e spesso la consulenza di esperti fiscali per ottimizzare la situazione tributaria, soprattutto in considerazione della complessità delle norme e del rischio di incorrere in doppia tassazione.








