Lavoro

Se fa troppo freddo, la tua azienda ti deve pagare: l’obbligo che i datori di lavoro non conoscono

Le normative e le indicazioni europee e nazionali in materia, come quelle dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha)
Quando un ambiente di lavoro è considerato freddo e quali sono i rischi (www.vitadelforo.it)

Con le temperature rigide sempre più frequenti, l’esposizione al freddo sul luogo di lavoro è un tema di grande attualità.

Le normative e le indicazioni europee e nazionali in materia, come quelle dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha) e dell’Inail, sottolineano l’obbligo delle aziende di gestire efficacemente questo rischio, che può compromettere non solo il benessere dei dipendenti ma anche le performance lavorative. E più ancora, in caso di inadempienze, i datori di lavoro possono essere chiamati a rispondere economicamente e penalmente.

Secondo le linee guida dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, un ambiente di lavoro freddo è definito come qualsiasi situazione in cui le condizioni climatiche o microclimatiche provocano una significativa perdita di calore corporeo tale da alterare l’equilibrio termico dell’organismo. Non è necessario che la temperatura scenda sotto lo zero: problematiche di salute e riduzione delle capacità lavorative possono manifestarsi già sotto i 20 °C, con rischi più evidenti al di sotto dei 10 °C e critici sotto i 5 °C, soprattutto in presenza di vento e umidità.

Queste condizioni sono frequenti in molte attività professionali: lavori all’aperto come edilizia, pesca, agricoltura, manutenzione stradale, trasporti e logistica, ma anche in ambienti interni artificialmente raffreddati, come magazzini frigoriferi, celle di stoccaggio o laboratori dell’industria alimentare e farmaceutica.

Il freddo ha effetti diretti sulla salute, aumentando il rischio di ipotermia, congelamento, lesioni da freddo, e può aggravare condizioni cardiovascolari e altre patologie. Inoltre, influenza negativamente la destrezza manuale, la coordinazione e la velocità di reazione, incrementando la probabilità di infortuni sul lavoro. Per esempio, un elettricista che opera all’esterno con basse temperature può avere difficoltà a maneggiare strumenti e materiali, con conseguente aumento del rischio di incidenti.

Obblighi e responsabilità del datore di lavoro: valutazione del rischio e misure di prevenzione

L’Inail e l’Eu-Osha evidenziano che la gestione del rischio da freddo deve essere parte integrante del sistema di prevenzione aziendale. La normativa prescrive una valutazione del rischio articolata su tre livelli, secondo gli standard ISO:

  1. Osservazione diretta e coinvolgimento dei lavoratori per individuare i pericoli evidenti;
  2. Analisi tecnica tramite indici come l’Ireq (isolamento richiesto dell’abbigliamento) e la definizione della durata limite di esposizione;
  3. Valutazione specialistica con misurazioni approfondite per condizioni microclimatiche complesse.

A seguito della valutazione, il datore di lavoro deve adottare una gerarchia di misure preventive:

  • Misure tecniche, quali barriere frangivento, pavimenti isolanti, controllo dell’umidità, cabine riscaldate e utensili con manici isolati;
  • Misure organizzative, come turni di lavoro con pause in ambienti riscaldati, rotazione delle mansioni, esercitazioni di emergenza e regolazione autonoma del ritmo lavorativo;
  • Dispositivi di protezione individuale (DPI), comprendenti guanti protettivi, abbigliamento certificato EN 342 stratificato e traspirante, e kit di pronto soccorso con coperte termiche.

È fondamentale ricordare che indumenti troppo stretti o umidi possono peggiorare la situazione, favorendo il congelamento anziché prevenirlo.

In Italia, il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, incluso il rischio da freddo, è sottoposto a rigorosi controlli da parte degli ispettori ASL

Poteri degli ispettori e sanzioni per i datori di lavoro inadempienti (www.vitadelforo.it)

In Italia, il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, incluso il rischio da freddo, è sottoposto a rigorosi controlli da parte degli ispettori ASL e degli ispettori del lavoro, che agiscono anche come ufficiali di polizia giudiziaria. Questi hanno il potere di ispezionare i luoghi di lavoro in qualsiasi momento, richiedere documentazione tecnica e sanitaria, e assumere informazioni da datori di lavoro, lavoratori e rappresentanti sindacali. È obbligo del datore di lavoro fornire tutte le informazioni e i documenti richiesti, inclusi quelli relativi alla valutazione dei rischi, ai registri di esposizione, alle cartelle sanitarie e ai dispositivi di protezione.

Il mancato adempimento o la fornitura di informazioni false o incomplete può comportare sanzioni penali, comprese ammende fino a 516 euro e arresto fino a due mesi. Inoltre, la legge non consente di opporre la privacy come motivo per negare l’accesso a documenti necessari per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

L’attività ispettiva, inoltre, può sfociare in contestazioni per violazioni amministrative o penali qualora emergano gravi inosservanze. Per questo motivo è consigliabile la presenza di un consulente esperto durante le ispezioni, per garantire il rispetto delle procedure e una corretta gestione delle comunicazioni.

Change privacy settings
×